Blog dei redattori de Gli Scritti
Pensieri posatisi nello scorrere del tempo
Indice Cronologico
- 1/ Perché la strage di Capodanno mette l’intera Svizzera alla prova. Visto da Lugano, il dramma di Crans-Montana è uno specchio del sistema elvetico: mostra quanto fragile sia l’equilibrio tra efficienza mostrata e vulnerabilità scoperta all’improvviso, tra l’idea di un controllo esibito e la realtà di fatti che sfuggono a ogni previsione, di Francesco Muratori 2/ Due video di ragazzi che erano lì quella notte che dicono l’amore alla vita, di Andrea Lonardo
- «Che le autorità ci dicano presto quello che dobbiamo sapere» ha dichiarato la mamma di uno dei giovanissimi ancora dispersi dopo la tragedia di Crans Montana, di Annalisa Teggi
- «Ci sono calcoli così complessi che un essere umano per farli “a mano” impiegherebbe oltre 10 miliardi di anni, mentre all’IA bastano pochi centesimi di secondo. Vengono le vertigini solo a pensare cosa può fare questa rivoluzionaria tecnologia, ma la velocità dell’IA non ci permette di avere il controllo di nulla. Il funzionamento della corteccia prefrontale si descriveva bene matematicamente in termini binari. Tutte le cose che hanno a che fare con i sentimenti, le emozioni, la creatività, noi le facciamo con l’amigdala e questa non funziona in modo binario. Il problema più grande è però riconoscere se un contenuto sia vero o falso. È il tema cruciale della verità. L’infinita quantità di informazione processati dall’IA e simile all’Uno, nessuno, centomila di Luigi Pirandello: ognuno di noi assiste a un fatto e ne dà una rappresentazione diversa. Di fronte all’IA, noi siamo come gli uomini del mito di Platone nella caverna: non vediamo la realtà, non sappiamo neanche dove sia. Vediamo una rappresentazione della realtà». Intervista con il fisico Mario Rasetti sulla rivoluzione tecnologica che ci sta già cambiando la vita. Siamo a un bivio: usare l’Intelligenza Artificiale per il bene dell’umanità, di Alessandro Gisotti
- Marguerite Matisse, la figlia di fiamma. A Parigi, Musée d'Art Moderne de la Ville "Marguerite et Matisse: Le regard d'un père", a cura di Héléne de Thalouët. È la storia di un’intimità complice, anche dura, il rapporto di Henri con la primogenita: lo documentano cento ritratti, dall’adorata bambina alla donna che ha fatto la Resistenza, di Giuseppe Frangi
- Il mistero del primo ritratto di Agostino nell’affresco lateranense dell’Oratorio del SS. Sacramento alla Scala Santa. Alla fine dell’Ottocento una pittura murale riemerge nei sotterranei del Patriarchio Lateranense. Un restauro del dipinto, fortemente compromesso, potrebbe offrire nuove risposte, di Paolo Ondarza
- 1/ La morte di Brigitte Bardot e il politicamente corretto: del detto e del taciuto della sua bellezza e del rancore verso le scelte della Francia degli ultimi decenni – e della bellezza che non salva il mondo, di Andrea Lonardo 2/ Brigitte Bardot e il rifugio nella Madonna: «Prego la Vergine perché il mondo non diventi disumano», di Matilde Amorosi
- Leone XIV: discorso nell’udienza alla Curia Romana per gli auguri di Natale 2025 «Desidero anzitutto ricordare il mio amato predecessore Papa Francesco, che in questo anno ha concluso la sua vita terrena. La Chiesa è per sua natura estroversa, rivolta verso il mondo, missionaria, la Chiesa esiste per invitare, chiamare, radunare al banchetto, ma la missione è strettamente congiunta alla comunione. E ci chiediamo: è possibile essere amici nella Curia Romana? Avere rapporti di amichevole fraternità? La missione e la comunione sono possibili se rimettiamo Cristo al centro»
- Adriano Olivetti agli operai di Ivrea nella notte di Natale: «La disoccupazione è la malattia mortale della società moderna. Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento di non averlo, di fare un lavoro che non serva e che non giovi a un nobile scopo. Bisogna per questo meditare sulle cose che operano i cambiamenti, che perfezionano e ingrandiscono la nostra azione, che portano innanzi dei metodi risolutivi. Per anni nella preghiera di ogni giorno non ho mai pensato al mio pane quotidiano, ma che mai il lavoro di cui il pane è il simbolo vi venisse a mancare e affinché questa fabbrica fosse protetta. Siete voi lavoratori delle fabbriche e dei campi, ingegneri e architetti, a plasmare la viva realtà e gli ideali che ognuno porta nel cuore. La croce rimane l'asse immobile intorno al quale ruota la storia. Stasera nelle chiese e qui a Ivrea nella cattedrale, e ovunque è una chiesa, vi accompagnerete con i vostri cari ad assistere in raccoglimento pensoso al mistico sacrificio offerto a Dio dal Salvatore»
- Alice ed Ellen Kessler: vanità di vanità, tutto è vanità, contro il politicamente corretto, ma noi dobbiamo pregare per i morti, di Andrea Lonardo
- Perché i miti di Adone o di Fedra o di Niobe sui sarcofagi? Cosa è la týche di Euripide? Appunti di Andrea Lonardo a partire da una visita guidata da Umberto Utro al Museo Gregoriano Profano
- «L’Archeologia, insieme alla Storia della Chiesa e alla Patrologia, deve far parte delle discipline fondamentali per la formazione teologica: chi studia teologia deve sapere da dove viene la Chiesa, come ha vissuto». Lettera Apostolica di papa Leone XIV sull’importanza dell’archeologia in occasione del centenario del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana
- La data del Natale sovrapposta al Sol Invictus? Un mito moderno, di Amedeo Ricco
- La povertà non si cura (solo) con i sussidi. Piattaforme, sportelli e denaro non bastano: il vero aiuto che serve a chi ha bisogno è di accompagnamento. Cioè di angeli sociali, che meriterebbero anche un albo, di Leonardo Becchetti
- La morte dell’ex brigatista Anna Laura Braghetti. Quel perdono trasformante, di Lucio Brunelli
- Numeri che fanno sintesi: immagini per l'incontro del 13 dicembre 2025, a cura dell'Ufficio per la cultura e dell'Ufficio catechistico della diocesi di Roma. Sette, dodici, quattro, uno
- "Malfidàta/o": l’opposto di Immacolata!, di Andrea Lonardo
- Esiste una singolare convergenza fra la posizione di Barth rispetto alla teologia liberale e quella espressa da papa Pio X nei confronti del modernismo: entrambi intendono esaltare la libertà della grazia dimenticata in quel contesto da liberali e modernisti, da Bruno Forte
- Torcello (Venezia), basilica di Santa Maria Assunta: mosaico della Parusia di Cristo, di Andrea Enzo
- Le iscrizioni della Maestà di Simone Martini nel Palazzo Pubblico di Siena, invito al Buon Governo, di Andrea Lonardo
- [Radical chic: origine di un’espressione e suo significato.] Le élite e il fascino della violenza, di Federico Rampini
- Che relazione c’è tra religiosità e benessere soggettivo?, di Leonardo Becchetti
- Due genitori protagonisti nel cammino verso la Cresima della loro figlia. Un’esperienza, di Andrea Lonardo
- Pier Paolo Pasolini contro l’insegnamento della vita sessuale nelle scuole: “se un tempo il problema era il clerico-fascismo, oggi è la tolleranza ad essere falsa”. Breve nota di Andrea Lonardo
- Pier Paolo Pasolini: in Supplica a mia madre una descrizione commovente e autobiografica del fondamento del proprio orientamento affettivo e sessuale, di Giovanni Amico
- Ddr, così la Stasi spiava i cristiani. Negli Usa un libro racconta i metodi pervasivi della polizia segreta della Germania Est per controllare i preti e le Chiese. Fra situazioni grottesche e una certa «umanità», di Lorenzo Fazzini
- «Perché in Avvento usiamo ancora il viola, se non è propriamente un tempo penitenziale? Non dovremmo forse scegliere un colore che esprima meglio la sua attesa lieta?». Risposta di Giuseppe Costa
- «La fragilità è parte della meraviglia che siamo. Pensiamo al simbolo dell'erba: non è bellissimo un prato in fiore? Certo, è delicato, fatto di steli esili, vulnerabili, e però al tempo stesso subito rimpiazzati da altri che spuntano dopo di loro, e di cui generosamente i primi si fanno nutrimento e concime, con il loro consumarsi sul terreno. Sant'Agostino, parlando della sua intensa ricerca di Dio, si chiedeva: “Qual è allora l'oggetto della nostra speranza […]? È la terra? No. Qualcosa che deriva dalla terra, come l'oro, l'argento, l'albero, la messe, l'acqua […]? Queste cose piacciono, sono belle queste cose, sono buone queste cose”. E concludeva: “Ricerca chi le ha fatte, egli è la tua speranza”». L’omelia di papa Leone XIV nella messa per il Giubileo dei Giovani a Tor Vergata, testo integrale
- 1/ Dove si svolse il Concilio di Nicea (oggi İznik) del 325 di cui quest’anno ricorre il 1700esimo anniversario? In occasione della visita di papa Leone XIV, di Andrea Lonardo2/ Nicea (gr. Νίϰαια; lat. Nicaea; turco İznik), di A.B. Yalçin 3/ «I Padri di Nicea vollero restare fedeli al monoteismo biblico e al realismo dell’incarnazione. Vollero ribadire che l’unico vero Dio non è irraggiungibilmente lontano da noi, ma al contrario si è fatto vicino e ci è venuto incontro in Gesù Cristo. Il Concilio ha utilizzato questi termini per affermare con chiarezza la fede biblica distinguendola dall’errore ellenizzante di Ario. L’accusa di ellenizzazione non si applica dunque ai Padri di Nicea, ma alla falsa dottrina di Ario e dei suoi seguaci». Leone XIV, Lettera Apostolica In unitate fidei nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea 4/ Scoperti nuovi mosaici paleocristiani a Nicea. A Iznik, l'antica Nicea, un ritrovamento, tra i molti degli ultimi mesi, che riaccende l'interesse per le origini del cristianesimo, di Luigi Bignami
- Rondoni: Pasolini continua a portare una contraddizione. È stato un poeta contro il potere perché questo tende ad eliminare la contraddizione. Il potere ha un solo modo per affermare sé stesso fino in fondo: negare che ci siano contraddizioni. Per questo, il potere si propone come affidabile. Il potere dimostra la propria forza anche quando ti fa fare la parte del protestatario e ti dice: “Bene, tu fai la parte di quello che protesta”, e te lo fanno fare. Pasolini era stato accusato di pedofilia, quindi il Partito comunista lo aveva cacciato e gli aveva fatto togliere l’insegnamento. Egli denuncia il potere di stampo tecno-consumistico, per cui l’imperativo è: consumate, siate felici perché consumate. E Pasolini si rivolge ai sessantottini dicendo: non capite niente, la vostra rivoluzione, che sembra essere contro questo potere, non fa altro che perpetuare quel potere. Venisti al mondo che è grande e vi trovasti chi rideva della tradizione. E tu prendesti alla lettera tale ironia infinitamente ribalda. “Non vi si riempirono gli occhi di lacrime contro un battistero, con garzoni intenti di stagione in stagione, né lacrime aveste per un’ottava del ’500, né lacrime intellettuali, dovute alla pura ragione”: non lacrime di buoni sentimenti ma lacrime di giudizio. I veri chierici del futuro, i veri preti del futuro, “saranno progressisti”, saranno i chierici dell’omologazione. La diversità di Pasolini sta nell’avere continuato a mettere in scena questa mancanza. A tutti i livelli: non essersi affidato al potere per rispondere a questa mancanza, non essersi affidato nemmeno al sesso per coprire questa mancanza, perché non bastava, non basta. Fallaci: Fallaci: Tu scrivendo insultavi, ferivi fino a spaccare il cuore. Invocavi la morte come altri invocano Dio, agognavi il tuo assassinio come altri agognano il Paradiso. La malinconia te la portavi addosso come un profumo e la tragedia era l’unica situazione umana che tu capissi veramente. Mi maltratterai ancora se dico che non eri un uomo, eri una luce, e una luce s’è spenta? 1/ Per non vivere astrattamente. Reading su Pasolini 2/ Lettera di Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini, da L'Europeo
- Islam: conoscere per convivere, di Samir Khalil Samir
- Ritrovare fra Giovanni dietro il Beato Angelico, di Andrea De Marchi
- Due riflessioni di stampo opposto, ma complementari, sulla questione della famiglia di Chieti e dei suoi tre figli nel bosco (da Annalisa Teggi e Roberto Contu) 1/ [La casa è l’unico luogo libero. Anzi, è l’unico luogo anarchico], di Annalisa Teggi 2/ [I figli non li può educare – solo – la famiglia], di Roberto Contu
- E Gödel fa i conti con Anselmo, di Roberto Timossi
- «Oggi siamo diventati esperti di dettagli infinitesimali di realtà, ma siamo incapaci di avere di nuovo una visione d’insieme. Vi esorto allora a non dimenticare che di questo sguardo unitario ha bisogno la Chiesa di oggi e di domani. Chi studia si eleva, allarga i propri orizzonti e le proprie prospettive, per recuperare uno sguardo che non si fissa solo in basso, ma è capace di guardare in alto. Si tratta di un vero e proprio atto d’amore, perché c’è una carità che passa proprio attraverso l’alfabeto dello studio, della conoscenza, della ricerca sincera di ciò che è vero e per cui vale la pena vivere. Sfamare la fame di verità e di senso è un compito necessario». L’omelia di papa Leone XIV nella celebrazione eucaristica con gli studenti delle Università Pontificie
- Massimo Recalcati: «L’educazione affettivo-sessuale dovrebbe costituire un obbiettivo trasversale dell’intera vita scolastica, più che una materia a sé stante. Ogni insegnante, ogni adulto presente nella scuola è già — volente o nolente — un educatore sessuale-affettivo attraverso il modo in cui parla, ascolta, guarda l’altro e riconosce pienamente la sua differenza. La scuola deve educare alla libertà, al rispetto e al mistero attraverso i poeti, la letteratura, il cinema, il teatro, la cultura. Serve la testimonianza reale dei propri genitori o di qualunque altro adulto di riferimento che è possibile davvero amare e desiderare senza usurpare o fare soffrire, senza ricattare o ingannare». Due interventi di Massimo Recalcati su La Repubblica
- «Voi costituite, a titolo speciale, l’Università del Papa. L’Università Lateranense, ricca dalla presenza di studenti, docenti e personale dei cinque continenti, rappresenta un microcosmo della Chiesa universale. Il servizio accademico spesso non gode del dovuto apprezzamento, anche a motivo di pregiudizi che aleggiano pure nella comunità ecclesiale. Si riscontra l’idea che lo studio non serva alla vita reale, che ciò che conta nella Chiesa sia la pratica pastorale. Il rischio è quello di semplificare le questioni complesse per evitare la fatica del pensiero». Papa Leone XIV alla Pontificia Università Lateranense
- «Il cinema è un’arte giovane, sognatrice e un po’ irrequieta, anche se ormai centenaria. Inizialmente, il cinema appariva come un gioco di luci e di ombre, per divertire e impressionare. Ma ben presto, quegli effetti visivi hanno saputo manifestare realtà ben più profonde. Il cinema è un’arte popolare nel senso più nobile. Uno dei contributi più preziosi del cinema è quello di aiutare lo spettatore a rivedere il mondo come se fosse la prima volta. Entrare in una sala cinematografica è come attraversare una soglia. Nel buio e nel silenzio, l’occhio torna attento». Papa Leone XIV ai rappresentanti del mondo del Cinema
- VIDEO PER INCONTRO SASSONE
- Quando il comunismo si oppose alla genetica, perché riteneva quella “scienza” borghese, e in nome di Lamarck e contro Darwin e Mendel condusse alla morte Vavilov e il gruppo dei genetisti mendeliani, di Andrea Lonardo
- La virtù della temperanza e la sua etimologia (da Una parola al giorno)