Gli argentini “ce so annati in puzza”, voltandosi di spalle alla premiazione della Spagna ai Mondiali 2026. Della pregnanza di un modo di dire romanesco, di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 23 /07 /2026 - 11:53 am | Permalink | Homepage
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Riprendiamo sul nostro sito una breve nota di Andrea Lonardo. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. Per ulteriori testi, cfr. le sezioni Educazione e scuola e Sport; cfr. anche Dinanzi ai Mondiali, dove esiste l’eliminazione diretta e tutto è giudizio, ci si accorge di quanto sia banale e anche falsa l’idea che si debbano sopprimere voti e giudizi nella scuola e nell’educazione, così come nelle valutazioni umane: «l’uomo spirituale giudica tutte le cose». Breve nota di Andrea Lonardo.

Il Centro culturale Gli scritti (23/7/2026)

È triste constatare un comportamento inqualificabile di una squadra per cui tanti avevamo tifato, al momento del fischio finale che ha decretato la loro sconfitta con la Spagna.

La Spagna era risultata superiore in tutto durante la partita, l’espulsione di un giocatore argentino era stata decretata in maniera chiara e inequivocabile, per cui non c’era alcun motivo di recriminare. Erano i giocatori argentini ad aver meritato la sconfitta e non gli spagnoli ad aver rubato la partita.

Eppure, al momento della premiazione, i giocatori argentini hanno voltato le spalle al trionfo spagnolo.

Vale per i giocatori dell’albiceleste quanto i romani affermano, ironicamente, di chi non sa accettare giuste critiche e si irrita senza motivo reale: a Roma si dice che “ce so annati in puzza”.

L’espressione è interessante. Spiega un sito[1] che “annare in puzza” è locuzione utilizzata quando si è “palesemente alterati o irritati per aver perso la faccia dinanzi ad altri, invece di mantenere il controllo”.

Sebbene lo stesso sito – e tanti con lui – si preoccupano subito di aggiungere che tale modo di dire non ha niente a che fare con il “puzzare” olfattivo, cioè non è assolutamente vero e anzi è proprio tale riferimento a far capire cosa accade a chi “ce va in puzza” e, in questo caso, agli argentini.

Si deve fare riferimento ad altre espressioni consimili per ben comprendere.

Il vocabolo “pettegolare” proviene etimologicamente da “peto”, “scoreggia”, ed indica l’azione di chi ha un’aerofagia nel giudizio sulle persone ed emette parole puzzolenti di critica in maniera incontrollata: “pettegolo” potrebbe essere anche tradotto con “scoreggione di parole”, persona che non ha una buona digestione del vissuto e che manifesta all’esterno la sua modesta statura intellettuale[2].

Anche l’espressione “je puzza er culo” – anch’essa tipicamente romana – indica una persona maleodorante in senso morale e spirituale, cioè, per stare allo stesso sito, una da cui stare lontano non per l’odore sgradevole, ma per la sgradevolezza del tratto, perché rissosa, aggressiva, ingiusta, falsa nei giudizi, inaffidabile.

In tutte queste locuzioni si tratta quindi di “puzzo” trasportato metaforicamente ad indicare una sgradevolezza peggiore di quella fisica - di una “scoreggia”.

Purtroppo gli argentini “ce so andati in puzza”: non solo hanno perso per aver giocato male, ma si sono dimostrati sportivamente piccole persone per il modo in cui hanno reagito alla sconfitta, senza ammettere le loro responsabilità.

Ed, infatti, hanno rivolto il posteriore, con la metaforica emissione di odori posteriori, a dire che loro non volevano nemmeno vedere il trionfo altrui: solo che erano loro stessi la causa della loro sconfitta e ciò che non volevano ammettere era che la loro era stata una mediocre partita. Per questo "c'erano annati in puzza"


[1] Il sito “Volgarmente”.