«Mi interessano le vocazioni e chi giunge nuovo o i bambini che chiedono i sacramenti, non lo sguardo a ciò che già c’è». E ancora: «Quando parli di “comunità” intendi la “comunità così” – e fa il segno di un piccolo quadrato – o la “comunità così” – e fa il segno di un ampio cerchio?». Della sapienza dello sguardo di un prete neocatecumenale sulla vita della Chiesa. Breve nota di Andrea Lonardo
Riprendiamo sul nostro sito una breve nota di Andrea Lonardo. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. Per ulteriori testi, cfr. le sezioni Annunzio e Ecclesiologia.
Il Centro culturale Gli scritti (2/3/2026)

Divisio apostolorum, Bamberga, 1485
Conoscere preti del cammino neocatecumenale è un’aggiunta di valore e di valore spirituale.
Ne conosco uno che esclama spesso: «Mi interessano le vocazioni! Una realtà che non produce vocazioni sta morendo».
E ancora: «Mi interessa chi giunge nuovo o i bambini che chiedono i sacramenti, molto meno chi sta lì da sempre. Se una comunità non genera nuovi cristiani, sta morendo». «Mi interessa se in una realtà si aggiungono giorno per giorno altre persone».
Il cammino neocatecumenale vive dalle origini una forte insistenza sulla “comunità”, ma la intende alla maniera cristiana come comunità missionaria. Lo stesso prete ripete spesso: «Quando parli di “comunità” intendi la “comunità così”?» E fa il segno di un piccolo quadrato. «Oppure intendi la “comunità così”»? E questa volta fa il segno di un ampio cerchio?
Oggi ha domandato, in maniera retorica: «Ma Gesù è morto per la comunità?». «Oppure Gesù è morto per tutti?». «Per chi è morto Gesù?».
La cosa bella è che egli sia poi buono con tutti. Ma certo, proprio perché vuol bene a tutti e sa cosa è la fede, si domanda e domanda poi se sia chiaro a tutti che la Chiesa esiste per evangelizzare.



