La meraviglia che la lotta con il diavolo sia stata combattuta qui in terra e che l’uomo debba essere partecipe della vittoria, di Andrea Lonardo
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Il Centro culturale Gli scritti (17/2/2026)

Se ci si sofferma a pensare un attimo è incredibile che la terra debba essere così importante per la salvezza dell’immensità del cosmo.
Gli angeli ribelli non vengono sconfitti in cielo, cioè semplicemente in Dio. Bensì proprio qui in terra e la vittoria di Cristo su Satana ha conseguenze per il cosmo intero.
Qui si gioca la partita decisiva. E si gioca con l’incarnazione e con la croce e la resurrezione.
Certo il male aveva già ferito il cosmo intero, prima della creazione dell’uomo, ma è in terra che appare il suo potere malefico.
Quando i Salmi invitano tutto il creato a lodare Dio e quando Francesco d’Assisi nel Cantico delle creature dà analogamente voce a tutte le creature, si comprende che questo è vero, ma che lo è in senso poetico. Poiché di per sé le creature non hanno coscienza e voce per cantare in libertà Dio.
È nell’uomo che quel canto diviene pieno e vero, poiché egli loda il Creatore non solo per sé, ma anche a nome di tutto ciò che esiste.
Così è nell’uomo che Dio vuole che sia vinto il Maligno, che si rivela come l’antiCristo come colui che ce l’ha “a morte” con il Cristo uomo.
La terra, questo minuscolo puntino che non è nemmeno al centro dell’universo, eppure è il luogo dove si gioca la partita che riguarda la sconfitta del male e la salvezza del cosmo intero. Dove il Dio fattosi uomo si manifesta sia Creatore che Salvatore – e come sarebbe possibile separare sensatamente i due aspetti? -, sconfiggendo definitivamente Satana.



