Cristo entra per la porta e ne fuoriesce, è la porta ed è il buon pastore. Gv 10. Brani di difficile interpretazione della Bibbia XXVIII, di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 17 /05 /2020 - 23:01 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito una nota di Andrea Lonardo. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Sacra Scrittura.

Il Centro culturale Gli scritti (17/5/2020)

Quest’anno, per la prima volta, mi è apparsa chiara la scansione progressiva delle diverse “parabole” e dell’“unica parabola” sulla porta e il buon pastore in Gv 10.

Se si leggono i diversi commentari, essi insistono sull’incoerenza delle immagini utilizzate, che girano intorno agli stessi termini di “pastore”, “porta”, “recinto delle pecore”, “pecore”, ma trasformandoli continuamente, di modo che il Cristo ora è l’uno, ora l’altro dei termini.

Se ci si sofferma, invece, sui verbi e sulle azioni, appare chiaro che Cristo è l’unico che entra nel recinto ed è in grado di uscirne. Quel recinto non è semplicemente l’antico Tempio, il suo cortile, l’appartenenza al popolo ebraico, ma molto più il recinto dove l’uomo è imprigionato nella morte. Cristo è l’unico che morendo, vi entra, mentre i mercenari fuggono dalla morte. Entrandovi, mostra di essere il padrone anche della morte con la sua resurrezione e può così condurre fuori le pecore. Ed, infatti, ne esce resuscitando e salendo al Padre.

Per questo egli diviene allora la porta, la via attraverso la quale le pecore possono giungere al Padre ed alla vita: ormai la porta della morte e della vita è aperta una volta per tutte e chi muore ne fuoriesce per la resurrezione futura.

 Se egli entra ed esce dal recinto, le pecore ne escono, seguendo la sua voce e recandosi così ai pascoli: esse possono insomma uscire dal recinto della morte per la vita.

Cristo, allora, essendo passato per la porta ed essendo divenuto la porta, è ora il bel pastore che conosce le pecore una per una: esse sanno che ormai ha vinto la morte e se ne è impadronito, divenendo la via della vita: se ne è impadronito, dando la vita per loro ed esse lo seguono.