Quelle carezze oltre la distanza, di Massimiliano Padula

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 05 /04 /2020 - 23:05 pm | Permalink
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Riprendiamo da Avvenire del 31/3/2020 un articolo di Massimiliano Padula. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Educazione e media.

Il Centro culturale Gli scritti (5/4/2020)

In questi giorni ci sono preti che letteralmente salgono su tetti e terrazzi delle chiese e, “armati” di microfono e megafono, celebrano la Messa. Poi ci sono quelli che girano per le strade del proprio territorio a piedi o in macchina recitando il Rosario. E anche coloro che ogni giorno si collegano dalla canonica per la catechesi, l’adorazione, o una semplice chiacchierata con i fedeli.

Insomma, nel tempo della reclusione forzata da pandemia sono esplose forme di pastorale che usano la creatività e i tanti spazi digitali a disposizione. Non sempre i risultati sono pregevoli, soprattutto da un punto di vista estetico. La bellezza della liturgia tradizionale è spesso offuscata dalle mise casalinghe dei volenterosi sacerdoti, da collegamenti traballanti e inquadrature improbabili. Fino ai casi di presbìteri che, durante la ripresa della Messa, attivano involontariamente gli effetti speciali del social network come maschere e cappelli.

Si viene a concretizzare così quello che il sociologo francese Patrice Flichy definisce «le sacre de l’amateur» (la consacrazione del dilettante), che dà la possibilità anche ai preti poco avvezzi ai codici della cultura digitale di legittimare il proprio ministero e renderlo visibile a un pubblico potenzialmente infinito.

E se per Goethe amatorialità e improvvisazione sancivano la morte dell’arte, in questo caso la Chiesa dimostra ancora una volta il suo potenziale generativo, fatto di prossimità e di incontro. E malgrado le riprese troncate, le dirette eccessive, i faccioni in primo piano – difetti sui quali interviene la nota Cei [di questi giorni] – non possiamo che dire grazie a queste carezze digitali donateci da uomini di buona volontà pieni di amore autentico per gli altri.