How far is it to Bethlehem? Una canzone di Frances Blogg, la moglie di G.K. Chesterton sul Natale. Breve nota a partire dalla presentazione e traduzione fattane da Marco Sermarini

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 05 /01 /2020 - 14:58 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito alcune espressioni con le quali Marco Sermarini ha presentato, in diverse occasioni, un canto natalizio composto dalla moglie di G.K. Chesterton, con una traduzione da lui curata. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la resenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Canti e preghiere.

Il Centro culturale Gli scritti (5/1/2020)

Frances Blogg in Chesterton, la moglie di G.K. Chesterton, avrebbe voluto avere una famiglia numerosa, e così Gilbert. Tuttavia non riuscirono ad avere bambini. Questo vuoto fu riempito dalla speranza che Frances ricercava in particolare nella nascita di Gesù. Maria che tiene in braccio Gesù Bambino ispirò le sue opere come tema natalizio, e spesso descriveva le mani e i piedi di Gesù Bambino. Ogni Natale scriveva una poesia per il consueto biglietto augurale. Una di esse fu "How far is it to Bethlehem?", che fu poi pubblicata nella festività del 1917.

Qui di seguito il testo:

How far is it to Bethlehem,
not very far?
Shall we find the stable room
lit by a star?
Can we see the little child,
is He within?
If we lift the wooden latch,
may we go in?

May we stroke the creatures there,
oxen or sheep?
May we peek like them and see
Jesus asleep?
If we touch His tiny hand,
will He awake?
Will He know we've come so far
just for His sake?

Great kings have precious gifts,
And we have naught,
Little smiles and little tears
Are all we brought.

For all weary children
Mary must weep.
Here, on his bed of straw
Sleep, children, sleep.

God in his mother's arms,
Babes in the byre,
Sleep, as they sleep who find
Their heart's desire.

O what can I give to Him,
poor as I am?
If I were a shepherd,
I'd bring a lamb;
if i were a wise man
I'd do my part;
yet what can I give to Him?

Give Him my heart.

Traduzione in italiano di :

Quanto dista Betlemme,
non molto lontano?
Troviamo la stalla
illuminato da una stella?
Possiamo vedere il piccolo bambino?
è dentro?
Se alziamo il chiavistello di legno,
possiamo entrare?

Possiamo accarezzare le creature lì,
buoi o pecore?
Che si possa sbirciare come loro e vedere
Gesù addormentato?
Se tocchiamo la Sua manina,
si sveglierà?
Saprà che siamo arrivati da così lontano
solo per il Suo bene?

I grandi re hanno doni preziosi,
E non abbiamo nulla,
Piccoli sorrisi e piccole lacrime
Sono tutto ciò che abbiamo portato.

Per tutti i bambini stanchi
Maria deve piangere.
Qui, sul suo letto di paglia
Dormite, bambini, dormite.

Dio tra le braccia di sua madre,
i bimbi nella stalla,
Dormono, come dormono coloro che trovano
Il desiderio del loro cuore.

O che cosa posso dare a Lui,
povero come sono?
Se fossi un pastore,
Io porterei un agnello;
se fossi un Re Mago
Io farei la mia parte;
ma cosa posso dargli?
Do il mio cuore.

Quanto Frances volesse bene a Gilbert è difficile dirlo ed immaginarlo, davvero tanto. La dolcezza e la bontà del suo animo è tutta riflessa in questa poesia che immagina dei poveri bimbi che arrivano sino a Betlemme e hanno ben poco da dare, se non il loro cuore.

È commovente vedere come questa canzone rifletta la vita di Gilbert e Frances e la loro comunione in Cristo.