L’istallazione sul grido della città di Roma che introduce al Presepe della parrocchia di San Tommaso Moro del 2019. Breve nota di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 31 /12 /2019 - 11:26 am | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito un articolo di Andrea Lonardo. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Liturgia.

Il Centro culturale Gli scritti (31/12/2019)

Sei “stazioni” precedono il Presepe: la prima rappresenta il grido del povero senza fissa dimora, la seconda il grido di chi cerca lavoro, la terza il grido di chi non comunica più nella sua casa, la quarta il grido di una città senza più figli, la quinta il grido di chi studia senza più sognare, la sesta il grido di una generazione che cerca un padre.

Così la comunità parrocchiale di San Tommaso Moro ha voluto inserire il Presepe 2019 nel contesto di quell’ascolto, fatto con il cuore, delle domande più vere poste dalla città alla chiesa e al Signore Gesù che nasce proposto dalla diocesi di Roma.

Ogni stazione dell’istallazione raffigura in maniera essenziale un determinato grido, con degli oggetti che lo evocano simbolicamente. Ci si accorge subito che sono gridi nemmeno percepiti dai più e che tuttavia, se ci si pone vicino alla gente concreta che abita la nostra città, si sentono e si percepiscono con assoluta chiarezza, come assolute priorità.

Nella Liturgia del Presepe, celebrata il 19 dicembre, la processione si è soffermata dinanzi ad ognuna delle “stazioni” dove tutti hanno ascoltato una testimonianza viva di quel grido, prima di giungere al Presepe dove è stato proclamato il brano di Isaia che invocava la venuta di Cristo: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi!” (Is 63,19).

1/ IL GRIDO DEL POVERO SENZA FISSA DIMORA

Come la schiavitù e l’apartheid, la povertà non è naturale. 
È causata dall’uomo e può essere superata e sradicata
solo dalle azioni degli esseri umani
. (Nelson Mandela)

Nella prima “stazione” è stato un volontario della parrocchia che da anni vive l’amicizia con i senza fissa dimora di largo Passamonti, con le loro roulottes spesso sequestrate dalle forze dell’ordine: ha raccontato come le persone che lì vivono non chiedono tanto denaro o sussidi di diverso tipo, quanto hanno bisogno, come di acqua fresca, di persone che si fermino con loro a parlare, per poter raccontare delle loro storie e della loro fatica di vivere.  

2/ IL GRIDO DI CHI CERCA LAVORO

Ed io lavoravo con le mie mani e voglio lavorare; 
e voglio fermamente che tutti gli altri frati lavorino
di un lavoro quale si conviene all'onestà. Coloro che non
sanno, imparino, non per la cupidigia di ricevere la
ricompensa del lavoro, ma per dare l’esempio
e tener lontano l’ozio
. (San Francesco d'Assisi)

Nella seconda “stazione” una coppia di commercianti ha raccontato l’esperienza di tanti colleghi di San Lorenzo costretti a chiudere bottega per fallimento. Quando un’attività chiude - hanno dichiarato - non si espone nemmeno la scritta “Fallimento”, semplicemente ci si trova dinanzi ad una saracinesca chiusa e poi ancora il giorno successivo, finché si capisce che lì non si riaprirà più, tanto il grido è silenzioso. I troppi debiti, le troppe tasse, il costo troppo alto dell’affitto, la concorrenza dei grandi gestori, le troppe regole burocratiche spingono a dichiarare la resa. I due testimoni hanno raccontato di come hanno trovato la forza di aprire una diversa attività, superando lo spirito di sconfitta che li aveva abbattuti ed hanno incoraggiato i giovani a non disperare mai, facendo appello alla loro creatività e alla loro onestà. Nella riflessione finale don Adrea ha poi ricordato come i giovani migranti giungano in Italia non a chiedere sussidi, ma a cercare lavoro e come il più grande inganno nei loro confronti sia parlare di tutto, ma trascurare la loro richiesta di esser parte attiva e non passiva del paese, tramite il lavoro.

3/ IL GRIDO DI CHI NON COMUNICA PIÙ NELLA SUA CASA

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno 
un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci,
signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso
e il valore delle cose come sono dentro di me;
mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col
senso e col valore che hanno per sé, del mondo
com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci;
nonc’intendiamo mai!

(Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore)

Nella terza e nella quarta stazione la comunità si è raccolta intorno al grido di tante famiglie. Una prima sosta è stata compiuta in silenzio, dinanzi a quel tavolo con le sedie disposte in senso opposto ad esso: si è meditato sul freddo che scende nel cuore quando non si riesce a comunicare, su quel dolore che si tramuta spesso anche in crisi economica e in accresciute difficoltà nell’educazione dei figli.

4/ IL GRIDO DI UNA CITTÀ SENZA FIGLI

Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo. 
(Giovanni Pascoli - Il fanciullino)

Poi una madre di tre bambini ha raccontato dell’entusiasmo che ha contraddistinto la sua esperienza di maternità, invitando tutti a non rassegnarsi mai all’idea oggi così diffusa che avere figli produca tristezza e delusione. I passeggini vuoti dell’istallazione si contrapponevano al suo grido di gioia di madre che esprimeva la contentezza con cui lei e il marito erano fieri dei loro bambini: quegli oggetti ricordavano il grido silenzioso di chi non crede più nella vita delle nuove generazioni e cerca gioie effimere, senza una discendenza.

5/ IL GRIDO DI CHI STUDIA SENZA PIÙ SOGNARE

Ogni giorno, ogni ora, anno dopo anno, è necessario 
condurre la propria lotta per il diritto di essere uomo,
di essere buono e pulito. In questa lotta non ci deve
essere posto né per l’orgoglio, né per la vanagloria,
ma solo per l’umiltà
. (Vassilij Grossman -Vita e Destino)

Dinanzi alla quinta istallazione è stata una studentessa iraniana musulmana a farsi voce del grido degli studenti universitari che si avvicinano all’università carichi di attese e si trovano invece, talvolta, la porta chiusa in faccia da docenti disinteressati a loro e, qualche volta, anche carichi di preconcetti versi gli studenti stranieri. Ha raccontato di come sia stata colpita da un “prete” cattolico così capace di fare festa e di come la comunità parrocchiale le abbia fatto sentire il calore di una casa a lei che, come tanti studenti stranieri, deve studiare senza il conforto e la vicinanza dei cari, ora così lontani.

L’istallazione mostra come le attese universitarie di partenza possano facilmente ridursi, nel contesto attuale, ad una camera senza
reali aperture e prospettive di vita
.

6/ IL GRIDO DI UNA GENERAZIONE CHE CERCA UN PADRE

Gli rispose il paziente, glorioso Odisseo: “non sono un dio: 
perché mi paragoni agli immortali? Io sono tuo padre,
quello per cui singhiozzi e soffri tanto, tormentato dalla violenza
dei tuoi nemici”. Detto così, baciò il figlio, e dalle sue guance
scorrevano a terra le lacrime che fino allora aveva trattenuto
.
(Odissea XVI, vv. 186-191)

Dinanzi alla sesta “stazione”, una finestra con un figlio che scruta l’orizzonte, un professore di liceo ha raccontato della sua percezione della mancanza di figure di riferimento e di padri che oggi denunciano in silenzio i suoi giovani studenti.   

Mentre la generazione precedente contestava i padri, oggi gli adolescenti ne richiedono la presenza così come anelano ad incontrare docenti appassionati, educatori carichi di contenuti e di dedizione, adulti felici, ai quali poter porre le loro domande che altrimenti restano inespresse dinanzi a figure incolori e inaffidabili.

IL VERBO SI FECE CARNE PERCHÉ HA ASCOLTATO IL GRIDO DELL’UOMO

Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti (Is 63,19).

Infine dinanzi al Presepe, anch’esso costruito solo con oggetti - il bastone ad indicare Giuseppe, il manto ad indicare Maria e la mangiatoia a ricordare la luce del Bambino - la comunità a riflettuto su come tutti quei gridi siano compresi nella grande invocazione di Isaia: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti” (Is 63,19).

Quel Bambino non viene come un estraneo, bensì viene a motivo di quel grido che l’uomo rivolge, a volte inconsapevolmente: dinanzi al Bambino nato a Betlemme l’uomo si sente finalmente riconosciuto e riconosce che quello è il Salvatore.

I bambini della parrocchia hanno cantato È una notte incantata, per partecipare anch’essi del fatto che la vita è difficile e seria, ma dal Natale proviene quella luce che la trasfigura e rende sensate la fatica e la gioia.

Qui il link al testo e al file audio del canto: È una notte incantata. Ninna nanna a Gesù bambino per la notte di Natale.

Schema della Liturgia del Presepe 2019

IL VERBO SI FECE CARNE PERCHÉ HA ASCOLTATO IL GRIDO DELL’UOMO

“Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti” (Is 63,19)

Partenza dalla strada, in via dei Marrucini. Lettura del testo di presentazione del presepe

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Introduzione di don Andrea

Canto iniziale: (bambini) È una notte incantata

Dopo il canto e, dopo ogni canto che separa una testimonianza dall’altra, il testimone si posiziona in prossimità dell’installazione di riferimento, l’assemblea è sul lato opposto.

IL GRIDO DEL POVERO SENZA FISSA DIMORA

Come la schiavitù e l’apartheid, la povertà non è naturale. È causata dall’uomo e può essere superata e sradicata solo dalle azioni degli esseri umani. (Nelson Mandela)

Testimonianza

Canto: Shema Israel

IL GRIDO DI CHI CERCA LAVORO

Ed io lavoravo con le mie mani e voglio lavorare; e voglio fermamente che tutti gli altri frati lavorino di un lavoro quale si conviene all'onestà. Coloro che non sanno, imparino, non per la cupidigia di ricevere la ricompensa del lavoro, ma per dare l'esempio e tener lontano l'ozio. (San Francesco d'Assisi)

Testimonianza

Canto: Shema Israel

IL GRIDO DI CHI NON COMUNICA PIÙ NELLA SUA CASA

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non c’intendiamo mai! (Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore)

Testimonianza muta

Canto: Shema Israel

IL GRIDO DI UNA CITTA’ SENZA FIGLI

Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo. (Giovanni Pascoli - Il fanciullino)

Testimonianza

Canto: Shema Israel

IL GRIDO DI CHI STUDIA SENZA PIÙ SOGNARE

Ogni giorno, ogni ora, anno dopo anno, è necessario condurre la propria lotta per il diritto di essere uomo, di essere buono e pulito. In questa lotta non ci deve essere posto né per l’orgoglio, né per la vanagloria, ma solo per l’umiltà. (Vassilij Grossman -Vita e Destino)

Testimonianza

Canto: Shema Israel

IL GRIDO DI UNA GENERAZIONE CHE CERCA UN PADRE

Gli rispose il paziente, glorioso Odisseo: “non sono un dio: perché mi paragoni agli immortali? Io sono tuo padre, quello per cui singhiozzi e soffri tanto, tormentato dalla violenza dei tuoi nemici”. Detto così, baciò il figlio, e dalle sue guance scorrevano a terra le lacrime che fino allora aveva trattenuto. (Odissea XVI, vv. 186-191)

Testimonianza

Canto dal sagrato in Chiesa: Vieni nasci ancora

Silenzio

SALMO CANTATO: Salmo 8

Lettura di Isaia 63, 16b-19

Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema?

Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità.  Siamo diventati come coloro su cui tu non hai mai dominato, sui quali il tuo nome non è stato mai invocato. Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti.

Parola del Signore

Meditazione di don Andrea

Silenzio

PREGHIERE IN RISPOSTA AI GRIDI:

Le sei persone che recitano le preghiere si posizionano davanti alla grotta

Preghiamo: Signore, accogli il nostro grido.

Signore Gesù, Tu che sempre ascolti il grido degli uomini, vieni anche oggi per ricordarci che il grido di chi è povero e vive ai margini della società va ascoltato con un cuore pieno del Tuo amore. Aiutaci ad essere prossimi di questi nostri fratelli per non farli sentire che sono soli, sostenendoli ed aiutandoli a trasformare la rassegnazione in speranza di una vita possibile. Preghiamo;

Signore Gesù, Tu che sempre ascolti il grido degli uomini, vieni anche oggi ad infondere fiducia nel cuore di quanti vivono momenti di spaesamento e sconforto per la mancanza o la perdita del lavoro. Sia la tua Chiesa attenta a non lasciare sole queste persone e queste famiglie, ma possa accompagnarle con amore. Preghiamo;

Signore Gesù, Tu che sempre ascolti il grido degli uomini, vieni anche oggi a portare unità nelle nostre famiglie: fa che i genitori non si stanchino di educare al dialogo, alla speranza e alla tenerezza, e rendi noi figli più partecipi alla vita familiare, meno chiusi nei nostri bisogni e desiderosi di essere tuoi strumenti di pace in ogni ambiente in cui viviamo, preghiamo;

Signore Gesù, Tu che sempre ascolti il grido degli uomini, vieni anche oggi per far nascere nel cuore delle nuove generazioni il desiderio di mettere al mondo figli e la volontà di crescerli anche in questo periodo di instabilità economica e di paura verso il futuro; Tu, che nel mistero della Natività ti sei fatto Figlio, dona il coraggio di far vivere questo mistero a quante più persone, credenti e non. Preghiamo;

Signore Gesù, Tu che sempre ascolti il grido degli uomini, vieni anche oggi, perché ciascun universitario capisca che il suo studio è carità e riesca a superare ogni difficoltà nel desiderio di realizzare i suoi sogni più grandi, facendo della propria vita un dono per costruire un mondo migliore. Preghiamo;

Signore Gesù, Tu che sempre ascolti il grido degli uomini, vieni anche oggi per noi figli, non solo per chi ti ha già incontrato, ma anche e soprattutto per chi si sente figlio di nessuno, e non crede di essere amato, ascoltato e preso per mano, affinché tutti possiamo riscoprirci generati dallo stesso amore del Padre. Preghiamo.

Padre nostro

Saluto del Parroco e Benedizione finale

Canto finale: Siamo qui a lodarti