«Stanotte mi ritrovo muto. Ammutoliscono i pensatori, i cercatori del nulla, i suonatori di vuoti strumenti». Il Natale in versi di un universitario

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 24 /12 /2019 - 18:23 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito una poesia dal titolo Natale, scritta da un universitario della parrocchia di San Tommaso Moro. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. le sezioni Letteratura e Liturgia.

Il Centro culturale Gli scritti (24/12/2019)

NATALE

Stanotte mi ritrovo muto
e piango
davanti alla tenerezza d'una creatura.

Si sbriciolano come pane
le scogliere dei sensi.
Oltre i muri dei potenti
ammutoliscono i pensatori,
i cercatori del nulla,
i suonatori di vuoti strumenti.
Andatevene altrove,
qui non c'è posto per le parole.

Come in una mangiatoia di paglia stanotte
si mastica la vita delle piccole cose.
Non arraffate le briciole,
ancora una volta
smettete di parlare
e state a sentire:
l'infinito fa il verso di un neonato.

E sia benedetta
la fragilità degli uomini
che tra le macerie
e le miserie del mondo
porta il gusto di una speranza
sempre nuova.

Oggi su queste ossa stanche
s'incarna una certezza:
la tenerezza
spalancherà le porte!