Cism, Parolin: 'Il problema non sono i numeri, ma diventare insignificanti'. Il segretario di Stato tre immagini bibliche come guida alla vita consacrata, di Mimmo Muolo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 22 /12 /2019 - 23:54 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito un breve resoconto dell’intervento di S.Em. il cardinal Pietro Parolin alla 59^ Assemblea Generale CISM (Conferenza Italiana Superiori Maggiori), dal titolo: “La Missione e i Carismi nella Chiesa”, tenjutasi ad Assisi dal 3 al 7 novembre 2019 (https://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/fede/cism-parolin--il-problema-non-sono-i-numeri-ma-diventare-insignificanti--47070#.XfOVzuhKhPY). Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Catechesi, scuola e famiglia.

Il Centro culturale Gli scritti (22/12/2019)

La vita consacrata, secondo il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha una missione che si può riassumere in tre suggestive immagini bibliche: corpo, seme e lievito. Nel senso, spiega il segretario di Stato, che nell'attuale contesto che ci sollecita a una urgente conversione missionaria "i consacrati dovrebbero svolgere il loro compito diventando, appunto, sempre più corpo, seme e lievito nella Chiesa e nel mondo".

Il porporato è intervenuto alla 59esima Assemblea generale della Cism - accolto dal presidente, padre Luigi Gaetani, e da 120 provinciali in rappresentanza dei 18mila frati italiani – e prima ha effettuato il suo intervento in aula, quindi ha presieduto la concelebrazione della Messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. In entrambe le occasioni Parolin ha rivolto un incoraggiamento ai religiosi italiani, affinché siano sempre più fedeli al loro compito e rispondano alla chiamata di Papa Francesco alla conversione missionaria.

Le tre immagini del corpo, del seme e del lievito vanno proprio in questo senso. Quanto al corpo, ad esempio, la nota metafora paolina viene declinata così: "Ogni singolo carisma può e deve essere messo a disposizione per un armonico servizio missionario. Come le singole membra a servizio dell'intero organismo. La Chiesa in quanto corpo non è pensata come un'impresa che si ristruttura per poter essere competitiva, come un'azienda che si evolve per poter stare al passo con i tempi. La Chiesa è il corpo di Cristo che cresce nell'amore grazie al contributo di ciascuno".

E dunque "la missione non è un affare o un progetto aziendale, non è neppure un'organizzazione umanitaria, non è uno spettacolo per contare quanta gente vi ha partecipato grazie alla nostra propaganda. È qualcosa di molto più profondo che sfugge ad ogni misura".

"L'immagine del seme viene collegata invece da Parolin – tramite la parabola della semina anche su terreni ostili - alla logica della croce. "Si può essere autentici missionari non smettendo mai di seminare, mettendo in conto la sconfitta e l'improduttività". Ma "Gesù non è risuscitato invano. Dio può agire in ogni circostanza, anche in mezzo ad apparenti fallimenti".

Infine con la metafora del lievito il segretario di Stato tocca il tema della "significativa riduzione numerica" di sacerdoti e religiosi, con chiusura di case, accorpamenti, unità pastorali e "l'appena iniziata unificazione delle diocesi in Italia". Il che, però, sottolinea Parolin, "non deve farci abbassare la guardia sull'ammissione dei candidati al sacerdozio, accogliendo chiunque lo chieda". "Il problema infatti non è essere poco numerosi, quanto piuttosto diventare insignificanti". E l'esito della missione "non è determinato dalla quantità di spazi che si occupano, ma dalla capacità che si ha di generare, di suscitare cambiamento e compassione".

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