1/ Insegna Pasolini e la Bibbia, maestro francese ateo sospeso: "Non sono testi adeguati". Diversi intellettuali, tra i quali Régis Debray, si schierano dalla sua parte per far riaprire il caso. Il maestro Matthieu Faucher, 37 anni, sanzionato per le letture in classe, di Pietro Del Re 2/ Francia. «Chi è quel signore che fa l’acrobata sulla croce?». Matthieu Faucher, maestro ateo delle elementari licenziato dopo aver fatto leggere alcuni passi della Bibbia e del Vangelo ai suoi studenti, è stato assolto. Ma la scuola non l’ha ancora reintegrato, di Leone Grotti

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 01 /10 /2019 - 14:38 pm | Permalink
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1/ Insegna Pasolini e la Bibbia maestro francese sospeso: "Non sono testi adeguati". Diversi intellettuali, tra i quali Régis Debray, si schierano dalla sua parte per far riaprire il caso. Il maestro Matthieu Faucher, 37 anni, sanzionato per le letture in classe, di Pietro Del Re

Riprendiamo da La Repubblica del 24/10/2017 un articolo di Pietro Del Re. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Laicità.

Il Centro culturale Gli scritti (1/10/2019) 

Multato e trasferito per aver fatto studiare ai suoi alunni la Bibbia e per aver proiettato in classe Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. No, non accade in una teocrazia islamista, bensì nella laica e democratica Repubblica francese, dove un maestro elementare è stato accusato dai suoi superiori di aver infranto il suo dovere di neutralità e, peggio ancora, di aver fatto proselitismo. «Sono vittima di un abuso di potere di chi confonde ateismo e laicismo e oggetto di una sanzione feroce quanto umiliante», attacca Matthieu Faucher, 37 anni, laureato in lettere classiche e amante della cultura antica. «La qualità della scrittura così come le straordinarie storie che vi sono narrate fanno dei testi biblici un formidabile soggetto di studio».

Questa vicenda che risolleva la delicata questione dell'insegnamento religioso nelle scuole d'Oltralpe ha inizio il 31 gennaio scorso a Malicornay, un paesino di 200 abitanti nell'Indre, 300 chilometri a sud di Parigi, quando Faucher riceve la visita di un ispettore dell'Educazione nazionale. Il giorno prima, alla prefettura locale era stata recapitata una lettera anonima, firmata da un misterioso "comitato di genitori degli alunni", che denunciava il maestro per aver trasgredito i principi della scuola "républicaine". Come prima misura, Faucher è "sospeso" dall'insegnamento per quattro mesi. Nel frattempo, però, altri genitori di alunni di Malicornay, una sessantina per la precisione, scendono in piazza prendendo le sue difese e descrivendolo come un maestro appassionato, che fa fare teatro ai bambini, organizza gite e che oltre alla Bibbia fa studiare Harry Potter e Sherlock Holmes.

L'inchiesta va avanti, la sua vita professionale e i suoi metodi pedagogici vengono minuziosamente analizzati, ed è vagliata ogni accusa della lettera anonima. Come quella di aver organizzato dei cori nella chiesa del villaggio. «Ma sono io stesso che gli ho dato le chiavi perché avesse uno spazio più ampio per le attività extra-scolastiche», dice il sindaco, Jean-Paul Ballereau. «E lo sa che cosa cantava con gli alunni? Soprattutto canzoni di Jacques Brel». Gli ispettori scoprono anche che il maestro incriminato si è sposato in comune e che è padre di tre bambini non battezzati. Poco importa: il 29 maggio, la commissione disciplinare che esamina il caso emette il suo verdetto. Faucher è trasferito nella scuola di un altro villaggio, dove l'anno prossimo lavorerà come supplente, perché «i testi di studio sottoposti a dei bambini di 9-10 anni sono inadeguati».

Diversi intellettuali, tra i quali Régis Debray, si schierano dalla sua parte nella speranza di ottenere la riapertura del caso. Secondo lo storico René Nouailhat, «quest'inedito episodio negli annali dell'Educazione nazionale illustra bene le tensioni tra la nozione di laicità e l'insegnamento dei fatti religiosi in Francia ». Certo, la legge in materia di servizio pubblico è chiara sul rispetto della libertà di coscienza e dei principi di laicità e neutralità. Detto ciò, questi stessi testi possono essere interpretati in modi diversi. È forse giunta l'ora di modificarli, o di entrare più nello specifico per quello che riguarda alcune tematiche, quali appunto la religione? È però difficile non dare ragione al maestro Faucher quando sostiene che gli era sembrato importante spiegare ai suoi alunni perché non bisogna sedersi in tredici a tavola, chi è il signore con la barba su una croce che si vede nelle chiese o per quale ragione a Pasqua non si va a scuola.

© La Repubblica RIPRODUZIONE RISERVATA

2/ Francia. «Chi è quel signore che fa l’acrobata sulla croce?». Matthieu Faucher, maestro ateo delle elementari licenziato dopo aver fatto leggere alcuni passi della Bibbia e del Vangelo ai suoi studenti, è stato assolto. Ma la scuola non l’ha ancora reintegrato, di Leone Grotti

Riprendiamo dal sito della rivista Tempi un articolo di Leone Grotti pubblicato il 13/9/2019. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Laicità.

Il Centro culturale Gli scritti (1/10/2019) 

«Chi è quel signore che fa l’acrobata sulla croce?». È quando si è sentito rivolgere questa domanda che Matthieu Faucher, 37 anni, insegnante alla scuola elementare di Malicornay, piccolo paesino francese di appena 190 abitanti, ha deciso che era necessario approfondire con i suoi studenti di 9 e 10 anni «la mitologia cristiana, fondamento della nostra civiltà».

SETTE ORE DI LEZIONE

Così, pur essendo «né credente, né praticante», ha dedicato sette ore di lezione in un anno alla lettura di alcuni passi della Bibbia e del Vangelo, facendo vedere anche alcune scene del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Era il 2017 e qualche genitore, offeso dagli insegnamenti impartiti dal maestro, ha inviato una lettera anonima al rettorato accusando Faucher di «proselitismo religioso». Lo stesso anno è arrivata la condanna: multa, revoca della cattedra e trasferimento. Faucher da allora ha potuto solo tenere qualche supplenza.

L’insegnante ha fatto ricorso e il 10 luglio il tribunale amministrativo di Limoges ha giudicato «sproporzionata» la sanzione comminatagli, ordinando il reintegro del docente entro due mesi nella scuola di Malicornay. I giudici hanno sottolineato non solo che la maggior parte dei genitori riteneva Faucher un ottimo maestro, ma che lui li aveva anche avvisati preventivamente che avrebbe usato degli estratti biblici per spiegare «il fatto religioso cristiano», come tra l’altro previsto dalle circolari ministeriali.

CACCIA ALLA RELIGIONE IN FRANCIA

Nonostante sia stato scagionato dall’infamante accusa di attentato alla laicità, Faucher non è stato ancora reintegrato al suo posto. Il rettorato, che non gli ha ancora fatto sapere nulla, ha solo un giorno di tempo se non vuole contravvenire alla disposizione del tribunale. Contattato dal Figaro, l’entourage del rettore si è limitato a rispondere: «Non parliamo con la stampa, prenderemo una decisione prossimamente».

Il caso è diventato così famoso che lo storico delle religioni René Nouailhat ne ha fatto persino un libro: La lezione di Malicornay. Nel saggio spiega che la condanna è stata «una vergogna nella sua brutalità amministrativa», oltre che «incomprensibile», indice del «clima confusionale nel quale è invischiata la nozione di laicità». Che, per i «puri e duri», significa semplicemente «dare la caccia a ogni contaminazione religiosa».

Faucher, ricorda lo storico, è stato anche accusato di non aver rispettato l’uguaglianza tra uomini e donne leggendo ai ragazzi il passo evangelico sull’adultera. Ma allora, insiste Nouailhat, si può tranquillamente smettere di insegnare la mitologia greca e «praticamente l’intera letteratura». Lo storico applaude infine il professore, che ha semplicemente cercato di mettere una pezza all’ignoranza dei suoi studenti, nella consapevolezza che «lasciare il fatto religioso fuori dalle scuole significa lasciarlo in mano ai ciarlatani». O ai laicisti.