La Chiesa degli Apostoli riscoperta a Betsaida, afferma il Center for the Study of Ancient Judaism and Christian Origins (CSAJCO). Le nuove scoperte rafforzano l'identificazione di Betsaida-Julia del primo secolo a el-Araj

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 21 /07 /2019 - 22:59 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito una nostra traduzione del Comunicato stampa pubblicato sul sito Newswire.com il 19 luglio 2019. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Terra Santa.

Il Centro culturale Gli scritti (21/7/2019)

BEIT HABEK, Israele, 19 luglio 2019

El Araj-Bethsaida, Lastra della 
chiesa bizantina con croce

Una grande chiesa del periodo bizantino è stata portata alla luce durante la quarta stagione di scavi archeologici, condotta dal Kinneret College e dal Centro per lo studio dell'ebraismo antico e delle origini cristiane, nel sito di Beit Habek (el-Araj), vicino all'estuario del fiume Giordano sulla riva settentrionale del Mar di Galilea.

Gli archeologi l'hanno identificata con la Chiesa degli Apostoli visitata da un vescovo bavarese di nome Willibald nel 725 d.C. Egli descrisse il suo viaggio nel quale si spostò intorno al Mar di Galilea, visitando Tiberiade, Magdala, Cafarnao e Kursi.

Nel suo itinerario, attraversò un luogo chiamato Bethsaida dove vide una chiesa costruita sopra la casa di Pietro e Andrea, i due fratelli annoverati tra i primi discepoli di Gesù.

Il Nuovo Testamento ricorda che provenivano dal villaggio di Betsaida, che nel primo secolo era situato sulla riva del lago e i cui resti oggi si trovano nella riserva naturale della Valle Buteiha.

Finora, solo la parte meridionale della chiesa è stata riportata alla luce dagli scavi. La chiesa apparteneva a un complesso monastico. Aveva pavimenti in mosaico decorato, alcuni dei quali sono ben conservati.

È stato ritrovato un frammento appartenente ad un pannello del presbiterio in marmo, decorato con una ghirlanda, e tessere di vetro dorate che appartenevano a un mosaico murario. Questi elementi decorativi testimoniano di una grande e magnifica chiesa.

Lo scavo è stato condotto dall'Istituto Kinneret per l'archeologia galilaica del Kinneret College, diretto dal Prof. Mordechai Aviam in collaborazione con il Prof. R. Steven Notley del Centro per lo studio dell'ebraismo antico e del Cristianesimo delle origini e insieme al Nyack College di New York, e sotto l'egida dell'Autorità per le Antichità di Israele. Gli studenti delle diverse istituzioni e i volontari hanno partecipato allo scavo.

Il sito di El-Araj

La scoperta rafforza l’ipotesi che il sito di el-Araj corrisponda al villaggio di Betsaida. Inoltre, quest'anno gli archeologi hanno dimostrato che l'antico villaggio ebraico, che era stato rifondato dal tetrarca ebreo Erode Filippo come polis e ribattezzato Betsaida Julia, aveva esteso il suo perimetro su di un'area molto vasta.

I resti di una casa privata di epoca romana sono stati riportati alla luce a 100 metri dall'area di scavo principale. I reperti della casa, datati dal primo al terzo secolo d.C., includevano ceramiche, monete, pesi per le reti da pesca e un forno da cucina.

Uno studio geofisico è stato condotto nelle vicinanze utilizzando sensori elettromagnetici operanti a terra e anche un drone della società di innovazione Terralog. I risultati indicano che ci sono molte case sepolte dai detriti trasportati nel tempo dal delta del fiume Giordano.

Oltre a queste importanti scoperte, è stato ritrovato sotto il pavimento di cemento della "Casa dei Bek" un tesoro di 20 monete d'argento ottomane e cinque monete d'oro francesi. La casa fu costruita nel 19° secolo da Abdul Rahim Bek, un ricco proprietario terriero che possedeva l'intera valle di Beteiha e parte del Golan. Apparentemente, le monete erano un "nascondiglio di fondazione" posto sotto il pavimento come un augurio di buona fortuna.

Per ulteriori informazioni, contattare il Dr. R. Steven Notley: (tel.) 845-300-5797, (email) csajco@gmail.com.

N.B. de Gli scritti
Esiste una pagina FB che porta il nome di “El Araj Excavation Project – EAEP” che aggiorna costantemente sull’evoluzione degli scavi. Ovviamente, la prudenza è d'obbligo, anche se tutto sembrerebbe confermare le prime conclusioni degli archeologi. 

Qui, invece, il video girato per promuovere gli scavi:

Qui, ancora, un ottimo video che presenta la questione dell’identificazione del sito, anche se la presentazione si arresta agli scavi dell’anno scorso: