«Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza». Antonio Gramsci e il primato della cultura nello sviluppo sociale. Breve nota di Andrea Lonardo (con una presentazione del murales di Chekos)

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 21 /07 /2019 - 14:49 pm | Permalink
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1/ «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza». Così scrisse Antonio Gramsci quando era chiaro che la lotta in difesa dei poveri passava per l’istruzione. Breve nota di Andrea Lonardo

Riprendiamo sul nostro sito una breve nota di Andrea Lonardo. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. le sezioni Educazione e Carità e giustizia. Per approfondimenti, cfr. su questo stesso sito:

Il Centro culturale Gli scritti (21/7/2019)

«Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza».

Così scrisse Antonio Gramsci, sul primo numero di L’Ordine Nuovo, pubblicato il primo maggio del 1919. Tutta la storia della lotta contro la povertà è giustamente costellata da affermazioni consimili. Sarà lo stesso grido che spingerà i preti romani nelle periferie di Roma negli anni ’60 a fondare scuole popolari, sarà lo stesso grido di don Lorenzo Milani a Barbiana, è lo stesso grido che sale dai missionari cristiani in tutto il mondo, è il grido di Malala: “Education first” per la libertà delle donne in Pakistan.

Gramsci fu decisivo, con tali parole e con tutto il suo pensiero, nell’elaborazione di una nuova fase del comunismo, perché si rese conto che non erano solo le condizioni economiche ad essere il “motore” della storia, bensì le “elaborazioni culturali” ed elaborò pertanto il concetto di “egemonia culturale” per affermare che non basta la lotta di classe, bensì bisogna costruire una cultura egemone per fare la “rivoluzione”.

Qualsiasi cosa si pensi di Gramsci, questa centralità della “cultura” da lui individuata è certamente di grande interesse ed indica una capacità di intervenire nella storia per una via specifica e preziosissima.

2/ Così Gramsci parla agli studenti. Agitatevi. Il volto e le parole di Gramsci dipinti da Chekos (da Repubblica)

Riprendiamo da La Repubblica del 29/10/2017 un articolo di Michele Lapini. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. le sezioni Educazione e Carità e giustizia. Per approfondimenti, cfr. su questo stesso sito:

Il Centro culturale Gli scritti (21/7/2019)

Il volto che affiora dai cerchi concentrici bianchi che lo inquadrano come un bersaglio, creando un sofisticato effetto optical sullo sfondo cremisi, evoca il ritratto fotografico del 1922. Antonio Gramsci aveva all'epoca 31 anni.

Gli studenti che a gruppi, zainetto in spalla e cuffiette, oggi varcano il cancello degli istituti tecnici Aldini Valeriani di Bologna, nel quartiere popolare della Bolognina, alzano gli occhi incuriositi. Non puoi non vederlo, la gigantografia occupa l'intera parete dell'edificio di tre piani. Da metà Ottocento la scuola Aldini Valeriani ha formato i protagonisti del modello sociale e economico emiliano, e qui, tra le diverse iniziative per gli 80 anni dalla morte del fondatore del Partito Comunista Italiano, l'Istituto Gramsci Emilia Romagna lo ha voluto celebrare con un murale, inaugurato ieri.

L'hanno affidato a Chekos, quarantenne artista urbano attivo tra Milano e il Salento, con incursioni nelle periferie del resto del mondo; la scuola ne è entusiasta. Senza mediazioni retoriche, progetto e dipinto s'intitolano " Agitatevi".

"Istruitevi Agitatevi Organizzatevi" lo leggi a grandi lettere rosse e nere anche nel murale: sono le parole scandite sul primo numero de L'Ordine Nuovo, il settimanale socialista che Gramsci contribuì a fondare a Torino nel 1919.

Per esteso, con due sole quasi impercettibili licenze (nostro, anziché vostro come nell'originale): "Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza; Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo; Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza". Non suona quasi come un rap? E quel gigantesco ritratto non consegna definitivamente anche Antonio Gramsci alle icone pop dei nostri giorni? Sì, anche.

Thomas Hirschorn, dipingendone il volto su un edificio del Bronx, a New York nel 2013, ha indicato la via: anche agli istituti storici di casa nostra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© MICHELE LAPINI PER CHEAP E FONDAZIONE GRAMSCI EMILIA- ROMAGNA