La catechista denunciata?, di Marco Gallo (con un commento di Andrea Lonardo)

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 16 /12 /2018 - 22:00 pm | Permalink
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Riprendiamo dalla pagina FB di Marco Gallo un suo post pubblicato il 9/12/2018, insieme al commento di Andrea Lonardo al suo post. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. le sezioni Catechesi Le domande grandi dei bambini.

Il Centro culturale Gli scritti (16/12/2018)

Il post di Marco Gallo

Un amico prete ci racconta che un genitore arrabbiato è venuto a cercarlo. Voleva denunciare la benevola catechista. La tapina era caduta nel tranello di un bimbo che aveva posto la fatidica domanda "Che differenza c'è tra Gesù bambino e Babbo Natale?". L'innocente signora aveva offerto una risposta importante "Gesù è un personaggio storico, Babbo Natale no"
A casa il bambino ha riportato la corretta risposta alla mamma, che si è molto addolorata - giustamente - per la perdita dell'incanto.

Non voglio riflettere sull'esagerata (ed evitata) conseguenza minacciata. In un certo senso credo abbiano ragione questi genitori ad arrabbiarsi.
Per l'incanto rubato.

Non c'è vita senza incanto, essa diventa subito troppo dura e invivibile. L'incanto non è menzogna. È piuttosto ciò che dà la forza di smascherare ogni falsa depressione, sfinimento. Ogni cultura produce i suoi incanti preziosi.
Certo, Gesù di Nazaret è stato un uomo vero, storico, con un effetto preciso e documentato sulla storia, persino dirompente. Ma non solo.
La sua persona (come le nostre in un certo senso, ma anche in modo unico) crea uno spazio di speranza. Ridurre tutto al bruto fatto è disumano.

Ricordo che, pretino inesperto, durante una preghiera di bimbi in cattedrale, mi ero lasciato scappare un esempio maldestro. "La promessa è come quando vedi i tuoi regali di natale nell'armadio di mamma e papà prima di essere incartati...". Le mamme sul fondo mi facevano segno che mi avrebbero tagliato la gola e gli infanti si guardavano tra loro smarriti. Avevo salvato la cosa in corner.

Al mattino di Natale i bimbi si alzano prestissimo e sono pieni di energia. Nessuno farà fare loro i compiti quel giorno, tutti gli affetti saranno riuniti, i regali li aspettano incartati o scartati da provare, da consumare. In quell'istante, quando apri gli occhi al mattino di Natale, fai da bambino esperienza dell'incanto: la vita è meglio, molto meglio del sonno! Non voglio stare sul cuscino, voglio essere partorito subito!
Questo incanto è segno di un'infanzia necessaria, è la chiave indispensabile per vivere e affrontare ogni male. Esso promette troppo e sarà necessario passare attraverso il sacrificio e la delusione. Ma è questa la salvezza, sapere che aveva ragione quel pensiero magico dell'alba natalizia.

Iniziare alla vita non è smascherare l'incanto, è difenderlo smascherando la finta voce del male.
Dio salvi le catechiste
.

Breve commento di Andrea Lonardo su FB al post di Marco Gallo

Marco, come sempre sei un grande! E pensa a quando tolgono ai bambini la "magia" della fede, iniziando a questionare sull'inesistenza del Bambino Gesù o sulle malefatte dei suoi discepoli. La tua linea di riflessione mi sembra molto feconda e ci ripara da tanti errori pedagogici.