1/ «Un bambino si diverte se ci riesce, se non ci riesce non si diverte!» – afferma Julio Velasco in un video 2/ «Un vero leader deve sapere molto di ciò di cui parla. Deve cioè conoscere i particolari. Non basta, che ripeta cose generiche come: devi giocare bene, non devi sbagliare». Le 5 caratteristiche di un leader secondo Julio Velasco. Appunti di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 08 /12 /2013 - 14:35 pm | Permalink
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1/ «Un bambino si diverte se ci riesce, se non ci riesce non si diverte!» – afferma Julio Velasco in un video

Riprendiamo sul nostro sito un video di Julio Velasco, con la trascrizione di Giulia Balzerani.

Il Centro culturale Gli scritti (8/12/2013)

Noi che facciamo sport dobbiamo cercare per forza l’eccellenza, perché non ci basta fare le cose bene, noi dobbiamo farle meglio degli altri. Perché se noi facciamo le cose bene, ma l’altro le fa meglio, noi perdiamo la partita, o il campionato. Questo che è valido per lo sport ad alti livelli è valido anche per i bambini. Sento molte volte i genitori dire: “I bambini si devono divertire quando fanno sport”. È vero, è verissimo, ma noi abbiamo chiaro come si diverte un bambino? Ci sono molti genitori che pensano che il bambino si diverta quando fa le cose con pressapochismo, si mette a giocare e fa le cose come capita, se va bene va bene, se non va bene fa lo stesso. I bambini non giocano così, dobbiamo osservarli meglio. I bambini non ridono quando si divertono giocando, sono serissimi. Se un bambino sta facendo una costruzione con i Lego è serissimo, perché lo vuole fare bene, si diverte se ci riesce, se non ci riesce non si diverte!

2/ «Un vero leader deve sapere molto di ciò di cui parla. Deve cioè conoscere i particolari. Non basta, che ripeta cose generiche come: devi giocare bene, non devi sbagliare». Le 5 caratteristiche di un leader secondo Julio Velasco. Appunti di Andrea Lonardo

Riprendiamo sul nostro sito un video da Youtube con una sua breve sintesi curata da Andrea Lonardo.

Il Centro culturale Gli scritti (8/12/2013)

Innanzitutto il leader deve essere se stesso. È la prima caratteristica: le persone si accorgono subito se una persona recita. Julio Velasco presenta così il primo dei 5 pilastri di ogni vera leadership, nell’intervento che è possibile vedere in un video pubblicato il 27/11/2012 sul canale Youtube Performance Strategies. Ricorda di essere molto severo, ma che conosce allenatori che lo sono molto meno e che sono leader altrettanto autorevoli.

In secondo luogo un vero leader deve essere autorevole, sapere molto di ciò di cui parla. Deve cioè conoscere i particolari. Velasco ricorda che se a lui danno un oretta per prepararsi, può parlare di qualunque cosa per l’ora successiva. Ma questo non basta per essere leader. Non basta, infatti, essere generici ripetendo: devi giocare bene, non devi sbagliare. Devi spiegare alla tua squadra come giocare precisamente in quel momento difficile della partita.

Terza importantissima caratteristica di un leader è essere giusto. Ci sono persone, ad esempio professori, molto esigenti, ma esigenti verso tutti. Velasco ricorda che con i suoi compagni protestava, ma la classe non li odiava, perché erano giusti. Si tratta non solo di essere giusti, ma anche di sembrare giusti.

Ad esempio, se si da un permesso ad un giocatore due anni prima, perché in quel momento la squadra ha un buon organico, quando due anni dopo in una situazione più difficile, un altro giocatore chiede un permesso analogo, non ci si può limitare a dire: no. Perché egli si ricorda che due anni fa ad un altro è stato dato quel permesso. Debbo almeno dire: ti chiedo scusa, perché due anni la situazione era più facile, mi piacerebbe darti quel permesso, ma ora è impossibile.

Quarta caratteristica del leader: combinare l’essere esigente con l’aiutare le persone alle quali chiediamo molto. Il leader vero sostiene con il suo aiuto ed il suo suggerimento pertinente l’operato della sua squadra.

Quinta caratteristica, la capacità di far crescere il senso di appartenenza. Questa nasce da moventi affettivi e non solo razionali.  Se sono troppo affettivo, manca poi la libertà di chiedere, ma se manca la dimensione affettiva, non si crea quello spirito di corpo e di unità che è necessario per ogni vera impresa.