1/ 'Ndrangheta. Maxi blitz dei carabinieri: oltre 300 arresti 2/ Gratteri: "Cannabis legale immorale e inutile, non servirebbe a colpire le mafie". Per il procuratore di Catanzaro la liberalizzazione delle droghe leggere non serve a contrastare la criminalità organizzata ed è sbagliata dal punto di vista etico, di Giuseppe Baldessarro

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 05 /01 /2020 - 15:03 pm | Permalink
- Tag usati: , , , ,
- Segnala questo articolo:
These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • email
  • Facebook
  • Google
  • Twitter

1/ 'Ndrangheta. Maxi blitz dei carabinieri: oltre 300 arresti

Riprendiamo da Avvenire del 19/12/2019 un articolo redazionale. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Magistratura e malavita.

Il Centro culturale Gli scritti (5/1/2020) 

Un'imponente operazione di polizia (2500 gli uomini impiegati), frutto di indagini durate anni, ha portato questa mattina all'esecuzione di 334 custodie cautelari (una settantina ai domiciliari) su 416 indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose.

Sgominato il potente clan dei Mancuso di Limbadi

L'operazione 'Rinascita-Scott', ordinata del gip di Catanzaro su richiesta della Dda, ha colpito le organizzazioni di 'ndrangheta operanti nella provincia di Vibo Valentia e facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi. I carabinieri hanno anche sequestrato beni per circa 15 milioni di euro. Oltre alla Calabria sono interessate molte altre regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata. Alcuni indagati sono stati arrestati in Germania, Svizzera e Bulgaria in collaborazione con le forze di polizia estere.

La maggior operazione antimafia dopo il processo di Palermo

Tra i fermati eccellenti ci sono l'ex parlamentare di Forza Italia e avvocato Giancarlo Pittelli, il sindaco di Pizzo Calabro e presidente di Anci Calabria Gianluca Callipo (Pd), l'ex consigliere regionale Pd Pietro Giamborino, il segretario del Psi calabrese Luigi Incarnato, l'ex comandante del reparto operativo dei carabinieri di Catanzaro Giorgio Naselli, imprenditori non solo calabresi, un consigliere comunale, un ex assessore e il comandante della polizia municipale di Vibo Valentia, un esponente di spicco della massoneria

Gli indagati erano talmente infiltrati nelle istituzioni che alcuni di loro sapevano del blitz, per cui l'azione è stata anticipata di 24 ore. "Oggi è una giornata importante e storica, non solo per la Calabria", ha detto il procuratore della repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa. Numericamente si tratta infatti della "seconda operazione dopo il primo maxiprocesso di Palermo di Falcone e Borsellino".

2/ Gratteri: "Cannabis legale immorale e inutile, non servirebbe a colpire le mafie". Per il procuratore di Catanzaro la liberalizzazione delle droghe leggere non serve a contrastare la criminalità organizzata ed è sbagliata dal punto di vista etico, di Giuseppe Baldessarro

Riprendiamo da La Repubblica del 19/8/2016 un articolo di Giuseppe Baldessarro. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Droga e dipendenze.

Il Centro culturale Gli scritti (5/1/2020) 

"Se le rispondo da uomo, le dico che uno Stato non può legalizzare l'uso di sostanze che provocano danni alla salute dei suoi cittadini. Se vuole una risposta da magistrato, aggiungo che se l'obiettivo è quello di eliminare uno dei business più redditizi delle mafie è una sciocchezza".

Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, da anni impegnato nella lotta al narcotraffico, non ha mai cambiato idea. Per lui la liberalizzazione delle droghe leggere è sempre stata una follia. Inutile per il contrasto alle mafie e sbagliato dal punto di vista etico e morale.

Procuratore, la pensa sempre alla stessa maniera?
"Assolutamente sì, legalizzare le droghe sia pure leggere sarebbe sbagliato ed inutile. Io credo che in una democrazia compiuta non si possa pensare di rendere accessibile sostanze dannose per i suoi cittadini, lo trovo immorale. Inoltre prima di discutere di cose del genere bisognerebbe farlo a ragion veduta, ascoltando chi i problemi li ha vissuti sulla propria pelle. Le faccio un esempio: nei giorni scorsi sono stato in una comunità di recupero vicino Catanzaro e le persone che si trovano lì mi dicevano che le droghe leggere non vanno legalizzate perché loro hanno cominciato con quelle. Se dobbiamo discutere di questi temi perché non andiamo a sentire anche loro? Di questi argomenti bisogna parlare soprattutto con i dati alla mano e mai facendo filosofia o dichiarazioni di principio".

E i dati che dicono?
"I dati dicono che anche sul piano della contrasto alla criminalità organizzata, legalizzare la cannabis non aiuta a colpire le mafie. La quota di affari legati alle droghe leggere si aggira attorno al 5% del totale. Di questo 5% tre quarti è consumato da minorenni a cui comunque lo Stato non potrebbe vendere. Il mercato riguarda dunque le briciole, si tratta di cifre ridicole. Organizzazioni come la 'ndrangheta muovono cocaina ed eroina per miliardi di euro in tutto il mondo, cosa vuole che sia il mercato dell'erba? Mi creda sono spicci e, in ogni caso, la legalizzazione non consentirebbe comunque di intaccare quel mercato. Lo Stato non è concorrenziale".

In che senso?
"Le mafie per coltivare canapa o importarla dall'estero non pagano luce, acqua e personale, se lo Stato legalizza invece dovrà assumere operai, pagare acqua, luce, il confezionamento, il trasporto. Si è fatto un esperimento a Modena creando delle serre, e si è capito che in questo modo un grammo costerebbe 12 euro. Sa quando costa sul mercato un grammo di stupefacente leggero? Dai 3 ai 5 euro. Tre volte in meno di quello prodotto dallo Stato. Solo in pochi si rivolgerebbero al mercato ufficiale, altri preferirebbero il mercato nero. Soprattutto lo preferirebbero i più giovani. Non funzionerebbe".

Insomma, sarebbe inutile.
"Una perdita di tempo, l'Italia ha ben altre priorità legislative. Tuttavia ribadisco: se proprio si deve discutere di legalizzazione lo si faccia con competenza".