La cosiddetta Liturgia dei catecumeni o Messa dei catecumeni: in una questione terminologica la consapevolezza che i catecumeni hanno bisogno della liturgia domenicale per prepararsi al Battesimo. Breve nota di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 24 /03 /2019 - 22:33 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito un articolo di Andrea Lonardo. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Catecumenato.

Il Centro culturale Gli scritti (24/3/2019)

Quella che oggi chiamiamo Liturgia della Parola - la prima parte, cioè, della celebrazione domenicale che precede la Liturgia eucaristica - viene tuttora chiamata dalle liturgie orientali “Liturgia dei catecumeni”, mentre l’espressione “Messa dei catecumeni”, in relazione alla stessa parte dell’Eucarestia, si ritrova nella liturgia latina almeno a partire dall’XI secolo[1].

Tale terminologia è segno chiarissimo del fatto che i catecumeni partecipavano alla liturgia domenicale insieme a tutta intera la comunità dei battezzati (e non solo con una piccola équipe), anche se solo fino alla Preghiera dei fedeli, che segnava appunto la divisione in due dell’assemblea domenicale, quando i catecumeni venivano congedati per recarsi nell’aula loro riservata annessa al luogo di culto[2], mentre i “fedeli” proseguivano la celebrazione con la preghiera loro riservata e detta, appunto, “dei fedeli”.

Questo mostra come la celebrazione domenicale fosse centrale nel catecumenato antico e come i catecumeni maturassero la loro fede in vista del Battesimo vivendo la liturgia come fons del loro cammino e non solo come culmen.

Dimenticare questo e non porre la domenica al cuore dell’esperienza catecumenale, ben prima del Battesimo stesso, vuol dire fraintendere completamente cosa sia uno “stile catecumenale”[3] della catechesi.

In molte tradizioni liturgiche orientali, a partire dalla liturgia bizantina, sebbene di fatto i catecumeni non seguano più tale percorso, ancora si conserva il termine “liturgia dei catecumeni”[4]: «Nella liturgia del rito bizantino si chiama liturgia dei catecumeni la prima parte della liturgia eucaristica, composta essenzialmente dell’ingresso (introito), dei troparî del giorno (che corrispondono, almeno quanto al senso, alle “collette” della liturgia romana), del canto del trisagio, delle letture dell'epistola e del Vangelo, e d’una preghiera speciale con litania diaconale: dopo questa preghiera i catecumeni vengono invitati a lasciare la chiesa, poiché allora ha inizio la liturgia dei fedeli. Dopo la soppressione del catecumenato, le preghiere sono rimaste per i catecumeni delle missioni presso i pagani»[5].

Similmente il Messale di San Pio V, in un tempo in cui il catecumenato era caduto in disuso, conservava l’antica dicitura di Messa dei catecumeni per la Liturgia della Parola. Così scrive Sodi in riferimento alla “messa dei catecumeni” o “didattica”: «La celebrazione della messa [nella liturgia pre-conciliare] inizia con la parte detta dei catecumeni o anche messa didattica e ha uno scopo principalmente catechetico, destinato a suscitare la meditatio che è all’origine di ogni devotio; la sezione racchiude tutto ciò che comporta il rito dalle preghiere ai piedi dell’altare fino al Credo. Non abbiamo quindi una distinzione tra riti iniziali e liturgia della Parola; tutto è posto sotto il titolo ‘messa dei catecumeni’ per indicare che il cuore di tutto è costituito poi dalla ‘messa dei fedeli’ in cui si compie il sacrificio eucaristico»[6].

Note al testo

[1] Cfr. su questo J.A. Jungmann, Missarum Solemnia. Origini, liturgia, storia e teologia della Messa romana, Milano, Ancora, 2004, p. 219 dove l’autore afferma che si può essere certi di tale terminologia a partire dall’XI secolo; cfr. anche M. Kunzler, La liturgia della Chiesa, Milano, Jaca, 2003, p. 297.

[2] Cfr. su questo Aquileia, la sua basilica e la Südhalle: il fraintendimento del catecumenato antico negli studi sul più antico complesso basilicale ancora esistente, di Andrea Lonardo.

[3] Cfr. su questo Che cosa si deve propriamente intendere per catechesi dei bambini e dei ragazzi di “ispirazione catecumenale”? (VII parte: In vista dell’Eucarestia. L’Eucarestia culmine, ma anche fonte. Una riflessione a partire dalla teologia della liturgia), di Andrea Lonardo e Che cosa si deve propriamente intendere per catechesi dei bambini e dei ragazzi di “ispirazione catecumenale”? (VI parte: Cosa significa che la Cresima dei Ragazzi è in vista dell’Eucarestia), di Andrea Lonardo.

[4] Cfr. la versione italiana di tale liturgia, così come è celebrata nell’abbazia di Grottaferrata: Liturgia bizantina in italiano.

[5] E. Caspani - C. Korolevskij, voce Catecumeno, in Enciclopedia Italiana Treccani (1931), disponibile on-line.

[6] M. Sodi, voce Storia della messa in Italia, in Cristiani d’Italia (2011), Dizionario Treccani disponibile on-line. La terminologia “Messa dei Catecumeni” è presente nel Missale Romanum ex Decreto Ss. Concilii Tridentini restitutum auctoritate S. Pii Pp. V promulgatum B. Joannis Pp. XXIII cura recognitum.