Il Testamento di Mons. Vittorio Fusco Vescovo di Nardò Gallipoli: «Un'unica raccomandazione spirituale: meditare quotidianamente la Sacra Scrittura, sempre nella luce della vita dei Santi, che ne offre il commento più fedele e perfetto». Ma anche sull’uso dei beni terreni

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 10 /02 /2019 - 14:34 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito il Testamento di Mons. Vittorio Fusco Vescovo di Nardò Gallipoli dal 1995 al 1999. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Sacra Scrittura.

Il Centro culturale Gli scritti (10/2/2019)

Testamento di Mons. Vittorio Fusco Vescovo di Nardò Gallipoli dal 1995 al 1999, disponibile on-line al link http://www.cattedralegallipoli.it/wp-content/uploads/2017/02/TESTAMENTO-VESCOVO-FUSCO.pdf

Oggi, ventisei maggio 1999, con il presente testamento scritto di mio pugno che annulla ogni altra redazione precedente, nella piena consapevolezza di tutte le mie responsabilità e nello spirito del Concilio (Presbyterorum ordinis, 17) e del Canone 282, che raccomandano di destinare per apostolato e carità quanto acquisito nel corso del ministero e non utilizzato per il sostentamento, intendo disporre delle mie cose, in caso di morte, come segue.

Dovunque avverrà la mia morte, desidero che le esequie abbiano luogo nella Cattedrale di Nardò; la sepoltura nella tomba dei Vescovi nella Concattedrale di Gallipoli presso l'altare del Santissimo Sacramento, sotto la lapide apposta da Mons. Montoja.

Il loculo acquistato nel Cimitero di Campobasso, lo lascio a disposizione dei miei familiari perché possano utilizzarlo a loro discrezione, eventualmente anche per qualche famiglia in situazione di bisogno.

Per le esequie desidero essere rivestito con la casula violacea preparata a tale scopo fin dall'inizio, del mio sacerdozio. Desidero che sul mio petto la croce d'argento sia sostituita con quella di legno donatami dagli studenti di Napoli, che in vita ho preferito non portare per evitare ogni apparenza di singolarità e di demagogia.

La croce d'argento piccola, dono carissimo di Mons. Pietro Santoro, l'altra più grande dono del presbiterio di Campobasso-Boiano e l'anello desidero che restino come ricordo al Seminario diocesano, che è stato in questi anni la mia casa serena e ospitale.

Il calice e altri oggetti e indumenti liturgici vorrei che fossero portati, alla prima occasione, nella Diocesi di Mercedes (Uruguay) dove svolge il suo servizio il nostro missionario fidei donum.

Il pastorale in legno di noce, dono della Diocesi, desidero che resti ai successori pro tempore; quello argentato, dono di amici napoletani, al Seminario Regionale Appulo di Molfetta.

Alla mia diocesi di origine di Campobasso-Boiano, in segno di gratitudine per il dono della fede, del battesimo e del ministero sacerdotale, desidero lasciare nella persona dell'Ordinario pro tempore l'appartamento di Corso Mazzini 129, con tutti gli annessi, perché ne disponga a sua discrezione per fini di religione e di culto.

In segno di affetto e riconoscenza per questa carissima Diocesi di Nardò-Gallipoli che il Signore ha voluto affidarmi, desidero che rimanga alla Diocesi qualsiasi somma in danaro liquido, crediti, depositi bancari, detratto prima quanto eventualmente ancora mancasse per il pagamento delle quattro statue commissionate per la Cattedrale, e l'offerta per trenta Sante Messe da celebrare una tantum per me, i miei cari defunti e le anime più bisognose di suffragio.

Alla Diocesi desidero che rimangano anche libri, arredamento e quant'altro di mio si trovasse in Episcopio e in Seminario, salvo quanto liberamente volessero conservare mia sorella Giuseppina e i nipoti Letizia e Giordano.

Come segno di gratitudine, al mio primo segretario don Santino Bove-Balestra lascio il reliquiario di S. Giuseppe da Copertino conservato nello studio in Episcopio; al secondo segretario don Sandro Aluisi l'autografo del Beato Pio da Pietrelcina.

Alla Radio diocesana "M.L. King" vorrei che restassero registratore, stereo, nastri e dischi.

All'Istituto Teologico Pugliese intendo lasciare tutti i diritti di autore su opere già pubblicate o in corso di pubblicazione con la condizione che ogni eventuale riedizione sia sempre degli scritti nella loro forma integrale, esclusa ogni forma di abbreviazione e antologia.

Di queste disposizioni prego il Vicario pro tempore di farsi lui stesso esecutore.

* * *

Come testamento spirituale mi limito a invitare tutti coloro che attraverso la mia predicazione o gli scritti o gli incontri personali hanno potuto ascoltare la Parola del Signore, a risvegliarla nei loro cuori e farla fruttificare. Un'unica raccomandazione spirituale: meditare quotidianamente la Sacra Scrittura, sempre nella luce della vita dei Santi, che ne offre il commento più fedele e perfetto (cfr. S. Gregorio Magno, In Ezechielem, I, 10,38).

A coloro che in qualche occasione mi avessero frainteso e contrastato, l'assicurazione di averli pienamente perdonati già dal primo momento; così come domando anch'io il perdono per gli errori e le mancanze commesse per la fragilità della condizione umana.

Un particolare ringraziamento a tutti i collaboratori, presbiteri e laici, da cui ho ricevuto quotidiani esempi di generosità; a coloro che nella malattia mi hanno premurosamente assistito o mi sono stati vicini con l'affetto e la preghiera.

A tutti l'invito a ritrovarci nell'Eucarestia per rendere grazie alla misericordia di Dio, in unione al Magnificat di Maria, in attesa che la comunione dei Santi sia piena e definitiva nel Regno eterno di Dio.

+ Vittorio FUSCO - Vescovo di Nardò Gallipoli