I limiti della condizione umana bastano per farsi un’idea dell’essenziale disumanità dei tentativi moderni di trasformare l’uomo in un mostruoso superuomo (da Hannah Arendt)

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 14 /05 /2017 - 21:34 pm | Permalink
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Da Hannah Arendt, Cristianesimo e Rivoluzione (non è stato possibile controllare la fonte della citazione)

Spuntò un movimento di rinascita cattolico ben diverso i cui principali rappresentanti furono Péguy e Bernanos in Francia e Chesterton in Inghilterra. Ciò che questi uomini odiavano nel mondo moderno non era la democrazia, ma la sua mancanza. Ciò a cui aspiravano era la libertà per il popolo e la ragione per le menti. In loro vi era un odio profondo per la società borghese, che sapevano essere essenzialmente antidemocratica e fondamentalmente corrotta. Ciò contro cui si battevano senza requie era l’insidiosa invasione della morale e dei valori borghesi in tutti gli stili di vita e in tutte le classi sociali.
Non vi sono polemiche più devastanti, divertenti o meglio scritte contro quell’insieme di superstizioni moderne che vanno dalla scienza cristiana alla ginnastica come mezzo di salvezza, dal proibizionismo a Krishnamurti, di quelle contenute nei saggi di Chesterton.
Quando Chesterton descrive il ricco che per un presunto amore dell’umanità adotta qualche nuova regola vegetariana come l’uomo che ‘ha abolito la carne perché i poveri amano la carne’, riesce a descrivere le ambizioni delle classi dominanti meglio delle discussioni accademiche sulle funzioni dei capitalisti.
Nel cristianesimo vi era qualcosa di più della denuncia della malvagità della ricchezza. L’insistenza sui limiti della condizione umana bastava ai suoi adepti per farsi un’idea dell’essenziale disumanità dei tentativi moderni di trasformare l’uomo in un mostruoso superuomo. Erano consapevoli che una ricerca della felicità che elimini le lacrime è destinata a cancellare anche le risa.
Il cristianesimo insegnava che non può esistere nulla di umano al di là delle lacrime e delle risa, fatta eccezione per il silenzio della disperazione. Per questo Chesterton, accettate senza remore le lacrime, poté fare spazio al riso.